BAMBINI, PRESTAZIONI, STRESS ELEVATO E IPER FUNZIONAMENTO

bambino stressato

Un vecchio adagio afferma: il mestiere del genitore è il più difficile del mondo. Non esiste una best way o specifici protocolli da seguire per crescere i propri figli. Ogni bambino è un universo a sé stante e in costante sviluppo. Nel processo educativo può succedere che i bambini siano sottoposti a uno stress eccessivo.

La psichiatra dell’infanzia Gisele George ha osservato, in uno studio compiuto in Francia (non troppo distante dalla nostra realtà), bambini con ansia da prestazione, che soffrono di disturbi psicosomatici, proprio per effetto di questo “iper funzionamento” (George, 2002) ovvero un eccessivo funzionamento che, a lungo andare, “esaurisce” il bambino con esiti psicosomatici diversi. George afferma che spesso si confondono i sintomi con le cause, si definiscono alcuni bambini come “ansiosi” o “angosciati” e ci si focalizza solo sulla cura dell’insonnia o del mal di pancia. In realtà i sintomi presentati possono derivare prevalentemente dallo stress a cui sono continuamente sottoposti (De Matteis, 2002).

L’eccessiva competitività nella scuola, nello sport e in qualsiasi attività può portare il bambino a erodere quasi tutte le proprie energie psicofisiche. I bambini hanno bisogno di giocare, riposare, avere del tempo libero e sviluppare la propria personalità. Molte volte i ritmi imposti dai genitori non prevedono il tempo per lo svolgimento di quei processi naturali di sviluppo.

Varie possono essere le cause dell’iper funzionamento nei bambini. Spesso sono fattori inconsapevoli come un’eccessiva proiezione dei bisogni dei genitori sui figli. Una situazione in cui non si ascoltano i bisogni reali del bambino e le abbondanti attività diventano una compensazione per il poco tempo trascorso insieme. L’iperfunzionamento può derivare anche da una fragilità del bambino stesso che, per farsi accettare e riconoscere, cerca di rispondere in modo performante ai bisogni dei genitori (Guiggi, 2018). La sua missione diventa ritrovare accettazione e amore attraverso il successo scolastico o l’adesione alle aspettative genitoriali (Fogarazzo, 2022).

Un altro motivo potrebbe risiedere nella mancanza di tempo dei due genitori. Se entrambi sono costantemente impegnati nei loro progetti lavorativi, la soluzione delle attività extra scolastiche (es. corsi di musica, ballo, sport) così da colmare il vuoto di figli impegnati in qualcosa di diverso dalla scuola. Ma un altro fattore importante è la scuola.

Spesso le richieste formative aumentano, cresce la pressione alla competizione e alla performance scolastica a discapito dell’inclusione, della cooperazione e della crescita dell’individuo. Un clima scolastico ancora più competitivo anche grazie (da alcuni decenni) alla diffusione delle prove INVALSI a livello nazionale, che definiscono chi è più bravo in matematica, in filosofia, ecc. (Intravaia, 2024). Secondo la George, bisognerebbe avere il tempo di parlare con i figli, saper ascoltare i loro bisogni, riconoscere le loro emozioni e accogliere le loro paure. Per concludere con ciò che ha scritto all’inizio, riprendo una frase di John Bowlby (psicologo britannico, ideatore della teoria dell’attaccamento) che recita da oltre 40 anni: “essere genitore di successo significa lavorare molto duramente”.

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